La prima volta alla Colma di Sormano in bici da corsa: una salita molto più impegnativa di quelle su cui mi sono misurato finora (Ghisallo da Canzo e Onno Valbrona).

Domenica mattina presto, h. 6.30, carico la bici in macchina e raggiungo Giussano, da cui parto alla volta della Colma di Sormano, la salita che da Asso, nel Triangolo Lariano, porta a Pian del Tivano.

Percorro la Provinciale 41 che passa da Inverigo, Lurago d’Erba, Merone, Erba, il Lago del Segrino fino ad Asso, sfruttando questi 25 km con solo 150 m di dislivello come riscaldamento.

Ad Erba c’è il primo assaggio di salita: un paio di tornanti che portano fino al Lago del Segrino. Poco prima del Lago, alle 7.30 incontro Max Bigandrews che, uscito in piena notte, sta già tornando a casa dopo aver fatto Colma e Ghisallino. Mi dice che in quota c’è molta umidità, e molto generosamente mi presta la sua giacca antivento.

Io, troppo ottimista, pensando al fatto che siamo ad Agosto e che il giorno prima era stata una bella giornata, non avevo portato niente per coprirmi. Non lo ringrazierò mai abbastanza: le nuvole stavano iniziando a scurirsi e, vedendo cosa è successo dopo, non so proprio come avrei fatto senza!

Sempre nuove sfide

Il bivio per Sormano

Il bivio per Sormano

Arrivato al bivio per Sormano, provo un po’ di emozione: tante volte sono passato di qui in bici, proseguendo dritto per il Ghisallino: sapevo che quella stradina a sinistra portava a una salita ancora troppo impegnativa per me. Oggi invece svolto a sinistra e entro in una nuova sfida!

Dislivello di 628 m in 9,4 km al 7% di pendenza media(massima 8,4% per 500 m). Sono numeri che ai ciclisti esperti non fanno certo impressione, e ai non ciclisti non dicono niente, ma a me dicono che sono il doppio della salita più impegnativa che ho fatto finora, la Onno Valbrona.

Sono fiducioso, ma non so cosa proverò nei 50 minuti che prevedo di impiegare. Non è un tempo breve, e l’impegno sarà medio-alto: dal cardiofrequenzimetro vedrò che la frequenza cardiaca sarà intorno ai 150 battiti al minuti (simile a quella di una corsa impegnata).

Da Asso a Colma di Sormano

La salita a Colma è divisa idealmente in due parti, anche se la pendenza sia praticamente costante. La prima parte da Asso a Sormano attraversa una zona abitata ed è caratterizzata da continui tornanti.

La partenza del Muro di Sormano

La partenza del Muro di Sormano

Subito dopo l’abitato di Sormano si incontra a sinistra l’indicazione dell’inizio del Muro di Sormano: una salita breve (1,7 km) ma con pendenza elevatissima (17% media con punte del 24%! Mi fermo un attimo a sognare questo percorso mitico, fuori dalla mia portata, e poi riprendo la mia sfida con la Colma.

La seconda parte del percorso è la più bella perché attraversa il bosco; la strada si fa meno tortuosa, anche se sempre ugualmente ripida.

 Cinquantadue minuti

Non sapendo come avrei affrontato questa salita, sono stato prudente: ha usato un rapporto agile e ho pedalato concentrato e costante. La velocità era bassa, poco più di 10 km/h, e i bip del GPS a scandire i chilometri tardavano sempre troppo ad arrivare.

Colma di Sormano

Colma di Sormano

Il tempo sembrava scorrere al rallentatore, la strada era deserta (era ancora presto), ma un bip dopo l’altro, un km dopo l’altro, un respiro dopo l’altro, pian piano la strada scorreva e la vetta si avvicinava.

Mi sono sentito come sospeso nel silenzio, solo con il mio respiro e i rumori del bosco…

La fine della salita, con la cupola dell’Osservatorio Astronomico ed il cartelloColma di Sormano 1.124 m s.l.m.” mi ha colto di sorpresa e riportato alla realtà!

Che soddisfazione, che serenità! Non tanto per la prestazione, ma la consapevolezza di essere riuscito a completare una sfida con me stesso, di aver fatto un piccolo passo avanti nel mio percorso di crescita sportiva.

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Che freddo!

Giusto il tempo di sorridere dentro di me, di scambiare due parole con i trail runner impegnati in una gara di corsa in montagna (e di scroccare qualcosa al banchetto del ristoro!) che il panorama si chiude all’improvviso, nascosto da minacciose nuvole nere, e in pochi istanti inizia a piovere. Forte, molto forte!

Indosso l’antivento che mi ha prestato Max (ancora grazie infinite!) ed inizio a scendere, ma la discesa non è per niente divertente: la strada è un fiume d’acqua e i freni bagnati mi obbligano a strizzare le pinze tanto forte che dopo pochi minuti mi fanno male le mani.

Inizio a sentire molto freddo, e mi trovo in un dilemma: se vado piano non rischio di cadere ma sto sotto la pioggia per molto tempo; se lascio scorrere la bici arrivo prima ad un riparo ma rischio troppo. Decido di continuare ad andare piano e accetto il freddo.

Inizio a tremare molto, tanto che è difficile tenere saldo il manubrio della bici. Ma in un quarto d’ora arrivo a Sormano, e mi riparo nella chiesa, dove i ragazzi del paese stanno iniziando le prove di musica classica. Lì in 10 minuti mi riscaldo e, quando l’intensità della pioggia diminuisce, riparto.

In pochi minuti sono ad Asso: qui, a quota più bassa, non fa più freddo, ma continua a piovere, a tratti anche forte. In un’ora torno a Giussano, ripercorrendo di buon passo (30 km/h) la strada dell’andata.

Che esperienza! Quante emozioni: la sfida, la bella sensazione di pace nel bosco durante la salita, la soddisfazione, il freddo, disagio della pioggia… Quante avventure in bici!

 

Da Asso a Colma di Sormano
Distanza: 9,4 km
Dislivello: 628 m
Pendenza: 7%
Tempo: 52:16
Velocità: 10,9 km/h
Potenza: 216 W
Tracciato GPS

 

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