Fin da quando ero bambino e andavo in gita con i miei genitori, la strada che solca il Triangolo Lariano da Canzo al promontorio di Bellagio è associata nella mia mente con le figure dei ciclisti che vedevo pedalare e radunarsi numerosi intorno al Santuario della Madonna del Ghisallo, il punto dove la salita termina ed inizia la ripida discesa verso Bellagio.
Per anni ho sempre considerato questa immagine come “cosa da ciclisti“, che non aveva a che fare con me; ma da quando ho iniziato a pedalare anch’io, l’idea “in bici al Ghisallo” è entrata nella mia lista dei desideri…

Un sogno che si realizza

Ieri questo “sogno” si è realizzato! Approfittando di una splendida giornata di sole autunnale, per di più lavorativa quindi senza traffico, ho percorso il giro:

Canzo > Ghisallo > Bellagio > Onno > Valbrona.

Oltre alla grande soddisfazione dal punto di vista sportivo, è stata una giornata davvero meravigliosa anche dal punto di vista “paesaggistico“: clima tiepido, cielo blu, boschi colorati d’autunno, panorami emozionanti sul lago…

Belvedere di Civenna (LC)

Belvedere di Civenna (LC)

Il percorso è composto sostanzialmente da due tratti:

1. Da Canzo a Bellagio

Il punto di partenza è stato il Lago Segrino, che è già un piccolo paradiso: la pista ciclo-pedonale che corre lungo le sponde è sempre frequentata da molti runner che si allenano ad  ogni ora. Costeggiando prima e poi lasciando il laghetto si raggiungono e si attraversano i paesi di Canzo e subito dopo Asso,  su strada fin qui praticamente pianeggiante.

Da qui in poi per circa 10 km la strada sale dai 400m fino ai 750m del culmine dov’è posto il Santuario della Madonna del Ghisallo. La salita comunque è discontinua e di tanto in tanto concede un po’ riposo con dei tratti in falsopiano, tanto che non la trovo molto impegnativa.

L’ambiente è affascinante: si percorre una valle un po’ chiusa e si costeggia un piccolo torrente; un punto particolare è la chiesetta di S.Alessandro che si trova a circa metà strada presso Lasnigo.

S. Alessandro a Lasnigo (LC)

S. Alessandro a Lasnigo (LC)

L’arrivo al Ghisallo

L’arrivo al Ghisallo è emozionante: con un ultimo breve ma ripidissimo strappo, il Santuario appare sulla linea dell’orizzonte come a celebrare il successo dai ciclisti. La chiesetta è dedicata proprio ai ciclisti e contiene molti cimeli e bici storiche. Accanto alla chiesetta c’è il museo del ciclismo ed un bel balcone panoramico da cui si ammira il panorama sul ramo lecchese del Lario, sulle Grigne e a nord fino ai monti Badile e Disgrazia, i “tremila” che segnano il confine valtellinese con la Svizzera.

Santuario della Madonna del Ghisallo

Santuario della Madonna del Ghisallo

Dopo una breve sosta riparto per scendere a Bellagio, lungo la strada che precipita con ripidissimi tornanti (pendenze fino al 15%!). La “vera” salita al Ghisallo è da questa parte, da Bellagio, ma per ora la lascio a ciclisti ben più esperti di me!

 

2. Da Bellagio a Valbrona

Arrivato a Bellagio potrei subito girare per tornare verso Lecco, ma non voglio perdere l’occasione di una piccola deviazione per scendere sul lungolago. Bellagio è una perla meravigliosa, al vertice del promontorio che divide i due rami del Lario; oggi è frequentata quasi esclusivamente da anziane coppie di turisti tedeschi che si godono il panorama mozzafiato ed il clima primaverile.

Bellagio (LC)

Bellagio (LC)

Foto di rito sul pontile e poi riparto per la vera sfida sportiva della giornata: la salita da Onno Valbrona.

Onno è un paesino posto sul versante orientale del Triangolo Lariano, a metà strada tra Bellagio e Lecco. Il lungolago che posta da Bellagio ad Onno è pressoché pianeggiante, e procede serpeggiante addossata alla parete rocciosa della montagna a picco sul lago.

Ad Onno inizia la sfida

All’arrivo ad Onno mi sento allo stesso tempo rincuorato e preoccupato per l’impresa che sto per affrontare: salire dal lago (ca. 190m slm) fino all’altopiano di Valbrona (ca. 520m slm) in soli 5 km, con una pendenza costante del 6,5%. La difficoltà, per un ciclista principiante come me, consiste nel sopportare uno sforzo costante per tutta la durata della salita, che è davvero regolarissima senza cambi di pendenza e quindi senza possibilità di riposo! Mi metto d’impegno, con un rapporto leggero e con il cuore che gira regolare a 160 bpm, affronto tutti i tornanti e in 23 minuti arrivo a Valbrona, dove la strada improvvisamente spiana.

salita onno 2013

I dati della salita Onno – Valbrona

E’ stata una sfida impegnativa ma ho provato ciò che provo sempre quando affronto una prova che prima mi appare troppo grande: scompongo la prova in tanti pezzetti: un minuto, un passo, un km alla volta: “lo so fare, ce la faccio“, e così pezzetto dopo pezzetto la sfida da grande diventa piccola!

Da Valbrona gli ultimi km che mi riportano a Segrino sono in leggera discesa, veloci e rilassanti dopo tante fatiche! Si conclude così un giro che resterà nel mio cuore, per l’emozione dell’impresa (piccola per i ciclisti veri, grande per me), e per la sensazione di bellezza assaporata lungo il percorso attraverso le nostre amate montagne!

 Distanza: 48 km | Salita: +1050 m | Velocità media: 23 km/h | Tempo: 2h06′ | Score: 52 | Traccia GPS

 

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