10 domande per scegliere il tuo prossimo coach

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Nelle mie prime stagioni di triathlon mi sono sempre allenato da solo, improvvisando un programma fai-da-te: da inesperto, pensavo che bastasse aumentare progressivamente il volume e l’intensità degli allenamenti per ottenere automaticamente dei miglioramenti.

Ma, nonostante gli sforzi, non riuscivo a migliorare, nè a superare i miei punti deboli, e inoltre ero spesso soggetto a continui infortuni.

Quando ho deciso di puntare ad un obiettivo più ambizioso (il mio primo Ironman 70.3) mi sono reso conto che, se avessi continuato a fare di testa mia, molto probabilmente sarei andato incontro ad un fallimento; ma non volevo assolutamente arrivare impreparato a questo appuntamento, e non volevo fallire la gara più importante della stagione!

Ho deciso quindi di cambiare strategia: era arrivato il momento di farmi seguire da un allenatore.

Ho capito infatti che solo con la guida di un professionista avrei potuto prepararmi ad una sfida per la quale non ero ancora pronto, e vivere con soddisfazione il giorno la gara tanto attesa.

Ma, al momento di scegliere a chi affidare la mia preparazione nei successivi mesi, mi sono trovato di fronte ad una domanda che non mi ero mai posto: come scegliere il coach giusto?

In questa guida voglio condividere con te i criteri che ho seguito per la mia scelta; dato che questo metodo mi ha portato a grandi soddisfazioni, penso che possa essere utile anche a te!

 

La scelta del coach

Nei mesi di preparazione per i tuoi prossimi obiettivi, il coach che sceglierai sarà quasi come un partner, o un socio… La scelta del coach giusto è quindi determinante affinché questi mesi siano costruttivi (anche se faticosi!).

Nella scelta del coach c’è sempre una componente di incertezza, e quindi di rischio: finché non affronterete insieme le prime difficoltà, non potrai veramente sapere se hai fatto la scelta giusta.

Ci sono occasioni in cui si fanno scelte ed acquisti, anche costosi, in modo impulsivo, e altre in cui si sceglie in modo molto ponderato, dopo approfondite analisi e confronti.

La scelta del coach, per la relazione che vi legherà nei mesi, e anche per l’impegno economico richiesto (spesso non trascurabile) è secondo me una delle scelte che meritano un certo approfondimento, per non trovarsi a pentirsi della scelta dopo poche settimane.

Piuttosto che affidarti al primo allenatore che ti capita di conoscere, oppure seguire “alla cieca” le esperienze (seppure positive) degli amici, ti consiglio di contattare un buon numero di tecnici, e di verificare con loro se i servizi ed i metodi proposti soddisfano le tue esigenze.

Non è affatto detto, infatti, che ciò che va bene ad un tuo amico vada bene anche per te. Ad esempio, se un amico single può incontrare l’allenatore al campo di atletica qualche sera alla settimana, non è detto che questo modo di collaborare con il coach vada bene anche per un altro atleta, che si allena in pausa pranzo per essere libero la sera per la famiglia.

Ti consiglio quindi di dedicare quindi un po’ di tempo a selezionare un buon numero di coach e a “intervistarli”, come se si trattasse di una vera e propria “selezione di lavoro”.

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10 domande da farti prima di iniziare (e da fare al coach)

Prima di intervistare i coach “candidati” per farti spiegare il loro metodo di lavoro, è fondamentale che tu abbia ben chiare le tue esigenze, i tuoi obiettivi e la tua disponibilità di tempo per gli allenamenti.

Ti propongo quindi una lista di 10 domande per riflettere e discutere con i coach che incontrerai per scegliere quello a cui affidare la tua preparazione.

1. Qual è il tuo livello attuale?

Spiega al coach qual è la tua storia sportiva e il tuo attuale livello di prestazioni.

2. Quali sono i tuoi obiettivi?

Chiarisci, per primo a te stesso e poi al coach, su quali distanze del triathlon intendi gareggiare, e quali sono i risultati che vuoi raggiungere: dal finire semplicemente una gara, fino a conquistare un posto sul podio.

3. Quali sono le tue esigenze di miglioramento?

Fai un’analisi dei tuoi punti deboli, per indicare al coach su quali aspetti investire di più; ad esempio, c’è una disciplina in cui sei particolarmente in difficoltà? Ricorda che un coach ti può supportare non solo nell’allenamento, ma anche per migliorare la tecnica o con programmi nutrizionali personalizzati.

4. Qual è la tua disponibilità di tempo?

Stima quando tempo potrai dedicare agli allenamenti e definisci un calendario (in quali momenti della giornata e in quali giorni della settimana potrai allenarti), e chiedi al coach di tenerne conto nel progettare il tuo programma di allenamento.

5. Come preferisci comunicare con il coach?

Ci sono tanti modi con cui potrai comunicare con il tuo coach: di persona, al telefono, via mail, via chat, in videoconferenza… rifletti su quali modi si adattano meglio ai tuoi impegni quotidiani, in modo da assicurarti che il coach sia disponibile a utilizzare gli stessi canali

6. Come vuoi che il coach ti invii il programma di allenamento?

Il tuo coach ti fornirà le tabelle di allenamento e probabilmente si aspetterà un feedback da te; pensa a quale metodo di comunicazione preferisci: via email, su un documento condiviso in cloud, oppure tramite una piattaforma online (come ad esempio TrainingPeaks), e accertati che il coach sia disponibile ad usare il metodo che preferisci

7. Quanto spesso pensi di avere bisogno di comunicare con il coach?

Alcuni coach limitano il numero di contatti con i propri atleti, altri sono disponibili a risponderti quasi in tempo reale; chiarisci con trasparenza con il coach quali sono le tue aspettative (ogni volta che ne hai bisogno, anche tutti i giorni, o meno frequentemente) in modo da non rimanere deluso da un coach meno disponibile di quanto vorresti

8. Come farete l’analisi degli allenamenti?

Tracciare i nostri allenamenti e raccogliere i dati su distanze, velocità, frequenza cardiaca, cadenza, potenza… è molto utile, ma è poi necessario saperli analizzare per trarne indicazioni; sei in grado e sei disponibile ad analizzare in autonomia i dati dei tuoi allenamenti, per chiedere eventualmente chiarimenti al coach solo in caso di dubbi o differenze rispetto ai risultati attesi, oppure preferisci che sia il coach ad accedere alla tua piattaforma di allenamento (Garmin, Strava…) per analizzare i dati e spiegarti i risultati? Chiarisci questo aspetto con il coach prima di iniziare il programma, perché l’analisi dei dati di allenamento può dare indicazioni molto utili a correggere eventuali errori di programma

9. Preferisci un coach locale o remoto?

Forse questa è la domanda più cruciale: alcuni preferiscono un coach nella propria città, per incontrarlo di persona, altri (come me) non hanno problemi ad avere un coach lontano, perché tanto comunichiamo in tutti i modi che la tecnologia ci consente (e farei lo stesso anche se fosse nella mia città). Ti invito a riflettere bene su questo aspetto, anche in funzione del modo che vuoi usare per comunicare con il coach

10. Con quale frequenza vuoi che il coach aggiorni il programma?

Ci sono coach che forniscono l’intero calendario di allenamento all’inizio, e poi spetta all’atleta gestirlo in autonomia. In altri casi, invece, il coach osserva l’andamento e i risultati degli allenamenti e progetta di conseguenza il programma in blocchi di poche settimane alla volta. Inoltre, in caso di imprevisti che ti obbligano a saltare un allenamento, il programma può essere rivisto e aggiornato di conseguenza. A fronte di un possibile maggiore costo, poter contare sulla disponibilità del coach ad aggiornare il programma è sicuramente un valore aggiunto, perché sarà sempre allineato al tuo reale stato di forma.

 

Sintonia e fiducia con il coach

Oltre agli aspetti pratici su esigenze e metodo, c’è un altro aspetto da verificare, più “immateriale” ma è altrettanto importante: tra te e il coach deve crearsi una relazione di sintonia e fiducia.

Per molti mesi dovrai seguire le sue indicazioni, e le fatiche degli allenamenti che ti assegnerà metteranno a dura prova la tua determinazione: se c’è reale empatia e capacità di comunicare anche gli aspetti emotivi, oltre che fisici, potrai rendere la tua preparazione una bella esperienza di crescita personale.

Sintonia e fiducia nelle relazioni tra persone sono aspetti estremamente soggettivi, quindi credo non si possano definire delle regole fisse e uguali per tutti.

Il consiglio che comunque ti voglio dare è di approfondire il più possibile la conoscenza del coach al quale intendi affidare la tua preparazione, in modo da capire, prima di iniziare il vostro percorso insieme, se c’è affinità di carattere.

 

Che cosa ti aspetti veramente dal tuo coach?

Il tuo coach può essere per te un tutor, che ti affianca in ogni momento, che ti spiega gli obiettivi degli allenamenti, a cui chiedere spiegazioni sulle sensazioni e prestazione degli allenamenti; disponibile a supportarti cambiando programma in caso di imprevisti… oppure può essere semplicemente un esperto che ti fornisce un programma che seguirai in totale autonomia.

Tra un estremo e l’altro ci sono tante possibili opzioni: il rapporto tra un atleta e il suo coach può assumere innumerevoli forme.

Per questo ti invito a riflettere su questi 10 punti per costruire un rapporto su misura per te, basato sulle tue reali esigenze e preferenze, e a cercare il coach che più combacia con ciò che ti aspetti.

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La mia scelta

Quando ho deciso di prepararmi per il mio primo Ironman 70.3, ho scelto Gabriele Torcianti come mio coach.

Dopo un anno di collaborazione, posso dire che sono entusiasta del rapporto con il coach: Gabri è sempre molto disponibile con me per commentare insieme gli allenamenti e modificarli quando gli impegni non mi permettono di rispettare il programma.

Ma la cosa che mi ha conquistato è la visione “olistica” di Gabri: non solo allenamenti su misura, ma anche consigli sull’alimentazione e su come conquistare una buona salute attraverso la pratica sportiva.

Insomma, “sport e salute” è davvero lo slogan che rappresenta perfettamente il suo approccio allo sport!”

Gabriele Torcianti

Gabriele Torcianti

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