Nuoto in acque libere: come non farti fermare dal mare mosso

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Il nuoto in acque libere è forse la componente più difficile del triathlon: molte variabili infatti possono mettere in difficoltà i principianti (e non solo!): può capitare di trovare acqua fredda, mare agitato, o avere difficoltà a respirare

Questa guida ti svelerà i trucchi per superarle tutte le difficoltà del nuoto in acque libere!

Ma prima di passare ai consigli veri e propri, ti voglio raccontare una storia.

Una storia che mi ha molto impressionato, successa quando mi stavo allenando per il mio esordio nel triathlon e quindi non avevo ancora esperienza diretta di gara.

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Il mare al Challenge Rimini 2013 (ph. credits Spiller.ltd’s)

Il 26 Maggio 2013 si è svolto il Challenge Rimini, una bella gara di Triathlon Medio (la distanza del Mezzo Ironman, per intenderci: una gara per atleti esperti, non certo per principianti).

Quel giorno, nonostante fosse fine Maggio, a Rimini c’era un meteo tremendo: freddo (solo 8 gradi!), pioggia e vento forte. Il mare era nelle condizioni che vedi nella foto qui accanto.

Tra gli 864 atleti in partenza sulla spiaggia, dopo pochi minuti ben 132 erano tornati indietro a riva, rinunciando ad una gara preparata per molti mesi, perché non sono riusciti ad affrontare questo mare.

Vuoi evitare di far parte di quelli che rinunciano alla gara e tornano a riva?

Seguimi e ti racconterò quello che ho imparato dall’esperienza di nuoto in acque libere e scoprirai che puoi superare con successo la frazione di nuoto anche quando il mare è in condizioni non ideali.

Impara a non farti fermare dal mare

Partiamo da ciò che blocca molti triatleti, non solo principianti: la paura dell’acqua.

Avere paura è naturale, e non c’è da vergognarsene. Potrai aver paura dell’acqua fredda o agitata, o del fatto che in acque libere spesso non si vede il fondo.

Questo stato d’animo potrà coglierti negli istanti che precedono la partenza, oppure mentre sei già in acqua.

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Tensione alla partenza

Per molti triatleti, la frazione di nuoto non è il momento più rilassante della gara!

Per affrontare e superare queste paure, ti consiglio di cercare di rilassarti pensando: “Io lo so fare“. Ed è veramente così: se ti sarai preparato adeguatamente, sarai sicuramente in grado di nuotare in acque libere, se non ti farai bloccare dalla paura.

La paura spesso proviene dalla non-conoscenza: se non hai ancora esperienza di nuoto in condizioni difficili, non sai cosa aspettarti. “Cosa succede se…” se non riesco a respirare? se bevo? se gli altri atleti mi urtano? se sbaglio direzione?…

Allora vediamo ad una ad una queste eventualità e scopriamo che nessuna di queste è veramente un problema. Vedrai che le paure si dissolveranno naturalmente.

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L’acqua fredda

C’è chi è più sensibile al freddo, chi meno (io sono fortunato sotto questo aspetto, l’acqua fredda non mi da fastidio).

Ricorda che il regolamento prevede che se la temperatura dell’acqua è inferiore a 22°C, la muta è consentita. La muta è fatta apposta per proteggerti dal freddo e ti assicuro che funziona benissimo: ti tiene veramente al caldo.

Le uniche parti del corpo che la muta lascia esposti all’acqua saranno i piedi, le mani ed il viso. Al primo contatto potranno darti fastidio, ma vedrai che dopo pochi secondi di nuoto, un po’ per il coinvolgimento della gara, un po’ perché il movimento naturalmente ti riscalderà, ti dimenticherai del freddo e non lo sentirai più.

Il mare agitato

Un altro possibile problema è il mare agitato (ma anche il lago può esserlo!). Le onde del mare mosso possono dare due diversi problemi: crearti difficoltà a mantenere la giusta direzione, e anche darti fastidio nella respirazione.

Ma anche il fastidio dovuto alle onde, con la giusta tecnica, si può superare.

Nuotare nel mare agitato

Dato che in acque libere non si vede il fondo, e comunque non c’è la linea che ci guida come in piscina, è difficile nuotare dritti: involontariamente potresti deviare dalla giusta direzione che punta alla prossima boa.

Ti consiglio quindi di alzare la testa ogni poche bracciate e di guardare davanti a te, alla ricerca della boa, per correggere eventualmente la direzione. Non ti fidare degli altri nuotatori intorno a te: è possibile che anche loro stiamo sbagliando rotta, soprattutto se c’è corrente.

In caso di mare agitato, guarda avanti a te per aggiustare la rotta più spesso. Infatti è possibile che, quando guardi avanti, un’onda ti nasconda la boa; dovrai riprovare qualche secondo dopo.

Il consiglio di Dad 2 Tri
Prima della partenza, cerca dei punti di riferimento alti (come alberi, campanili, palazzi) in corrispondenza dell’uscita dell’acqua. Ti serviranno per puntare più facilmente la rotta durante la frazione di nuoto, nel tratto dall’ultima boa fino all’uscita dall’acqua

 

Difficoltà a respirare

Un altro possibile problema durante la frazione di nuoto, che può essere accentuato dall’eventuale mare mosso, è la difficoltà nella respirazione.

A causa della frenesia della gara, dell’acqua mossa dagli altri nuotatori, o per colpa della muta che stringe (se non l’hai indossata bene – vedi la nostra guida!) Potresti non riuscire a respirare con calma, come fai normalmente in piscina.

In effetti, in piscina non siamo abituati a tutti questi stimoli e disturbi: siamo tranquilli e concentrati solo sui movimenti del nuoto. In acque libere invece… cosa possiamo fare?

Puoi liberarti di tutti questi ostacoli, semplicemente… ignorandoli!

Arriva un’onda sul viso quando esci a respirare? Pazienza, salta un giro, fai un’altra bracciata e alla prossima potrai respirare normalmente.

Athletes race into the water for the swimming start of the Ironman triathlon in Klagenfurt

La “tonnara” in partenza

Sei disturbato dai colpi che accidentalmente gli altri nuotatori ti danno, nuotando troppo vicino a te? Pazienza, ritrova il tuo assetto e riprendi a nuotare, non è successo niente.

Hai il fiato corto perché ti sei fatto coinvolgere dalla partenza e ti sei lanciato ad un passo troppo veloce, che non è il tuo? Ignora chi c’è intorno a te, concentrati sul movimento come fai normalmente in piscina, rallenta e la respirazione si regolarizzerà.

Man mano che procedi, la difficoltà a respirare diminuirà. Nei primi momenti, puoi anche respirare con una frequenza più alta del solito (ad esempio ogni due bracciate anziché ogni tre). Dopo pochi minuti, quando ti rilasserai, potrai tornare a fare respiri più lenti e profondi.

Se troverai il tuo passo, cosi come nelle altre frazioni, andrà tutto bene e potrai nuotare tranquillamente e molto a lungo.

Il consiglio di Dad 2 Tri
Per evitare di essere coinvolto nella frenesia degli altri atleti che, magari più esperti di te, vogliono contendersi le posizioni fin dalla partenza, ti consiglio di partire defilato, e non al centro del gruppo. Posizionati in partenza sul lato esterno rispetto alla prima boa: così non sarai schiacciato dagli altri nuotatori che stringeranno verso la prima curva.

 

Gli ultimi momenti prima della partenza

Nel tempo che passa tra la chiusura della zona cambio e la partenza, dovrai avere con te solo il necessario per nuoto: la muta, gli occhialini e la cuffia. Tutto il resto del materiale necessario per la gara l’avrai già sistemato in zona cambio (leggi la nostra guida sulla zona cambio perfetta!).

Se preferisci non camminare a piedi nudi, puoi usare dei sandali o infradito, ma accertati di avere qualcuno a cui lasciarli al momento della partenza, o un posto sicuro dove lasciarle per ritrovarle dopo la gara.

Ti consiglio di approfittare di questo tempo che precede la partenza per fare un riscaldamento nel nuoto. Ricordati che per indossare la muta occorre un po’ di tempo (per sicurezza, considera almeno 10 minuti) quindi muoviti con molto anticipo.

 

Se vuoi saperne di più, scarica l’ebook che ho scritto per chi vuole iniziare a fare triathlon!

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Ti è già capitato di essere in difficoltà nella frazione di nuoto? Raccontaci come hai superato le difficoltà nello spazio per i commenti qui sotto!

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