Al Teatro Manzoni di Milano si è “celebrato” il mondo del triathlon con l’eccezionale serata del Gala del Triathlon, organizzato da Dario Nardone di Fcz.it, dove sono stati premiati atleti, organizzatori ed associazioni che si sono distinte nel corso dell’anno passato.

Ma, al di là delle premiazioni, di cui potete leggere negli ottimi articoli “I vincitori e i protagonisti del 3° Gala del Triathlon” di FCZ.it e “Galà, il triathlon dalla A alla Zeta” di Antonio Ruzzo, voglio parlarvi delle persone straordinarie incontrate in questa speciale serata.

Persone che ho iniziato a conoscere un paio di mesi fa quando il libro “Triathlon Anch’io“, nato dall’esperienza di questo blog, è stato candidato nella categoria “libri”.

Questa inaspettata nomination, e gli incontri che hanno preceduto la partecipazione al Gala, mi hanno dato fatto conoscere tantissime persone straordinarie che, con grande impegno e generosità, trasformano il proprio impegno sportivo in qualcosa di buono e utile per gli altri.

Quando lo sport è solidale

Penso agli amici del Progetto TriUno: Marco Bardella, Antonella Giusti e Andrea Pizzamiglio, che promuovono il paratriathlon attraverso eventi e allenamenti per attrarre persone con disabilità, mettendole in contatto con le società sportive che possono supportarle nel praticare il triathlon. Anche società di cui faccio parte, la CUS Pro Patria Milano Triathlon, sta collaborando per organizzare un nuovo evento: nei prossimi giorni pubblicheremo i dettagli!

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Gli atleti della squadra di Paratriathlon

È stato un grande piacere incontrare tutti riuniti gli amici paratriatleti conosciuti il precedenti eventi promozionali: Simone Baldini, Alessio Borgato e Michele Battistella. Anche se tutti si stanno allenamento duramente per la nuova stagione di gare e per conquistare i propri ambiziosi obiettivi (le olimpiadi di Rio 2016 e i campionati italiani ed europei di Paratriathlon e di Handbike), questi campioni sono sempre in prima fila per contribuire a promuovere il nostro sport con la loro preziosa testimonianza di come le disabilità non devono essere un impedimento a vivere pienamente anche nello sport.

Prima delle premiazioni abbiamo pianificato le prossime iniziative con la compagnia della YouAble Onlus, l’associazione che dona protesi sportive alle persone con disabilità: con loro stiamo creando tante staffette di beneficenza per la Milano Relay Marathon (vieni anche tu!).

Nel corso del Gala è stata presentata anche l’attività di Nathan Farrugia, grande atleta e fondatore della Ispire Foundation, che aiuta le persone con disabilità anche attraverso lo sport. Meraviglioso ed emozionante il suo video “Not just another challenge” della sua incredibile sfida di 660 km ininterrotti (200 km di corsa, 15 km a nuoto e 445 km in bici) attraverso la Corsica e la Sardegna, per raccogliere fondi per la fondazione.

E poi, ancora, abbiamo ascoltato la testimonianza di Fabrizio Vignali, atleta affetto da sclerosi multipla che con la propria testimonianza incoraggia le persone affette da questa malattia a reagire con lo sport.

Il Gala è stata l’occasione anche per incontrare di nuovo Luca Vanni che, con il suo progetto #roadtobarcelona2015, promuove lo sport per le persone affette da diabete, testimoniando come sia possibile praticare sport anche ad alto livello nonostante le difficoltà della malattia.

Ho finalmente conosciuto di persona Roberto Nava, coach di Runlikeneverbefore.com che, con il progetto Caf Fun Run, organizza degli allenamenti in compagnia per raccogliere fondi per la Associazione CAF che opera a favore dei minori vittime di maltrattamenti.

E ancora, abbiamo condiviso la serata con la simpatia e l’entusiasmo di Giovanna Rossi, energica mamma che sta entrando in maniera travolgente nel mondo del triathlon e che condividerà il suo percorso nel blog #46percento di prossima apertura.

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Sicuramente sto dimenticando di citare qualcuno… ma quello che più mi ha entusiasmato della serata è stato sentire l’entusiasmo, l’energia e la voglia di trasformare la propria passione in qualcosa di creativo, di utile per chi può averne bisogno: con una raccolta fondi, o donando parte del proprio tempo, o ancora con una testimonianza che dona ispirazione e voglia di migliorarsi.

Questo è quello che succede quando lo sport migliora la vita, nostra e delle persone a cui vogliamo bene!

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