Tu-tum tu-tum… tu-tum tu-tum… il battito del cuore accelera, cammino sulla sabbia, mi posiziono in partenza e i pensieri si zittiscono… Via! Si corre verso il mare fino a tuffarsi dentro un’onda di acqua gelida. È iniziata! “Adesso vai, sai cosa devi fare!

Alla fine il giorno dell’esordio nel triathlon è arrivato! Quando è nata questa idea, quasi un anno fa, questo momento sembrava lontanissimo, ma adesso questo sogno si è realizzato!

Aspettando il via

È stato bello oggi avere vicino Elena e Chiara durante i preparativi della mattina; portare tutto il materiale necessario, orientarsi nel “Villaggio”, preparare la zona cambio. Anche incontrare gli amici della Pro Patria Milano Triathlon ha reso il momento ancora più speciale ed emozionante!

andora_20140504_121644Per tutta la mattina sono sentito tranquillo,almeno fino al momento di indossare la muta; poi le emozioni hanno iniziato a farsi sentire! Quando ho salutato Elena e Chiara ed entrare in griglia nella mia batteria, è stato come entrare in punta di piedi in un mondo nuovo, sconosciuto, e per questo affascinante e carico di curiosità per l’incognito.

Nei pochi istanti prima della partenza, quando eravamo già schierati in riva al mare, per tranquillizzarmi mi sono detto: “Sai cosa devi fare!“. Soprattutto nel nuoto in mare, che è la frazione nella quale sono meno esperto, era fondamentale per me mantenere la calma, perché ci sono tantissimi aspetti che possono farmi agitare: la confusione di tanti nuotatori vicini, i colpi involontari degli altri concorrenti intorno a me, la difficoltà di mantenere la corretta traiettoria verso la boa, le onde, che a sorpresa ti investono a volte quando devi respirare…

Mi tuffo nell’incognito

Forse perché la frazione di nuoto viene sempre raccontata come la più difficile, la mia sensazione è stata “è meno peggio di quanto pensassi!“.

andora_fotoprint_B675-1Ho fatto qualche correzione di rotta, quando mi sono accorto che la boa non era proprio davanti a me, però i 750 metri sono passati abbastanza velocemente e senza affanno. Sono stato soddisfatto di come mi sono comportato!

Quando ormai mi stavo avvicinando alla riva, ho iniziato a pensare alle manovre della prima transizione, dal nuoto al ciclismo: innanzitutto abbassare la muta e correre verso la bici (“Ricordati dove l’hai messa!”). Quando sono uscito dal mare non mi sono voltato a vedere quanti atleti erano ancora dietro di me. La transizione va molto bene, senza intoppi: in un attimo mi trovo in strada, salgo sulla bici e aggancio senza difficoltà le scarpette (questa era la mia preoccupazione!). Le esercitazioni di transizione fatte con gli altri esordienti sono state davvero utili!

 

Spingere sui pedali!

I primi metri del percorso di ciclismo sono contorti, con molte svolte e brevi salite per districarsi nei vicoli di Marina di Andora, per passare sotto la ferrovia e per raggiungere la strada che porta nell’entroterra. Colgo l’occasione per bere: sto bene e non sono affannato, e la bici è l’unica occasione per rifocillarsi un po’.

andora_fotoprint_C0958Quando la strada si distende, inizio a pedalare sul serio: mi impegno molto, la distanza è di soli 20 km quindi deve può affrontare spingendo il più possibile. Mi sorprendo a raggiungere e subito superare diversi gruppi, che procedono ad un passo più lento del mio. Lungo il percorso vedo i primi atleti che già sfrecciano in direzione opposta alla mia, verso la seconda transizione. A metà del percorso, in un tempo che mi sembra abbastanza breve, raggiungo il giro di boa e, poiché la strada all’andata era in leggera salita (circa l’1%, lo scoprirò dopo), il ritorno in discesa fila via velocissimo! Resto in un gruppo che corre al mio stesso passo; rientrare in paese ci obbliga a rallentare e a percorrere con prudenza le svolte e il piccolo sottopassaggio che riporta in zona cambio.

 

Di corsa verso una nuova condizione

Il tempo vola e sono già alla seconda transizione: smonto dalla bici, la riporto di corsa al cavalletto, cambio velocissimo le scarpe e riparto per l’ultima frazione, quella di corsa! Appena uscito dalla zona cambio, nelle stradine di Andora, mi accorgo che sono molto in affanno: respiro con difficoltà, forse per la frenesia della transizione e anche per la mancanza di recupero dopo l’intensa frazione di ciclismo.

andora_fotoprint_D0846Non so a quale passo sto correndo (volutamente non ho portato con me il GPS), ma non posso reggere questo passo; decido quindi di regolare l’andatura e mantenerla costante per tutta la frazione. Il percorso è composto da due giri, e questo mi aiuta psicologicamente a gestire l’impegno, perché lo divido mentalmente in quattro piccole frazioni (andata e ritorno, per due volte).

La corsa è la specialità che mi è più familiare, ed in un certo senso la vivo come rilassante: mi metto tranquillo e corro regolare vicino ad altri atleti che procedono al mio stesso passo.

 

I mille pensieri

La corsa mi rilassa e mi libera la mente dalla tensione: improvvisamente mi rendo conto che finora, in un’ora di corsa, non ho pensato a niente! Sono stato sempre molto concentrato su ciò che stavo facendo… Mentre ora la corsa mi fa sentire come dentro alla corrente di un fiume: posso guardare dentro di me, ripercorrere tutto quello che è successo finora e ascoltare le mie sensazioni.
Mi sento quasi disorientato da tante azioni diverse, tutte nuove per me, che si sono susseguite freneticamente. Il triathlon è così diverso dalle gare di corsa a cui sono abituato: queste sono molto più omogenee, dove c’è un solo gesto che si ripete all’infinito, un passo dopo l’altro.

Un altro pensiero che emerge è: se una gara breve come questo Sprint è così faticosa, come saranno duri gli Olimpici?

andora_fotoprint_D1605Infine, mentre corro l’ultimo km che mi riporta verso il traguardo, mi rendo conto si sta concludendo la mia prima gara di triathlon; ne farò altre, certo, ma nessuna sarà più “la prima”. Assaporo questo momento magico, e penso che ogni passo che percorro mi avvicina sempre di più ad una nuova condizione: da oggi sono un triatleta!

L’arrivo è un istante, si entra nell’area del Villaggio e le transenne mi guidano verso l’arco gonfiabile. Taglio il traguardo allargando le braccia come in un abbraccio, e sorrido.

 

Un clima surreale

Nell’area di ristoro incontro alcuni amici della Pro Patria, ci scambiamo complimenti e commenti sulla gara. A tutti dico quanto sono soddisfatto, delle buone sensazioni; molti mi chiedono il risultato, ma io non lo so, e non mi interessa.

Poco dopo ritrovo Elena e Chiara, emozionati ci raccontiamo le mille avventure di questa giornata. Elena mi da poi la tragica notizia della giornata: un atleta ha avuto un malore, purtroppo fatale, durante la frazione di nuoto… Mi rendo solo in questo momento del clima mesto al Villaggio: non c’è musica, lo speaker non urla come sempre succede all’arrivo delle gare…  Questa notizia mi sembra surreale: come può una tragedia coesistere con una giornata di sport e di gioia?

 

Località: Andora (SV)
Distanza: Sprint (nuoto 750 m, ciclismo 20 km ,corsa 5 km)
Tempo: 1h 22’08”

 

 

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