I In questo nuovo guest post, la nostra amica Francesca ci racconta le emozioni del suo esordio del Triathlon

Francesca è una mamma che ha deciso di mettersi alla prova e diventare triatleta: incarna perfettamente lo spirito della community di Dad 2 Tri! Ti consiglio di seguire le sue avventure sui suoi profili Facebook e Twitter.

E ora leggiamo insieme il suo avvincente racconto!

 

Facebook mi ha ricordato che esattamente ieri un anno fa ero intenta a togliere ghiaccio dal mio congelatore per anestetizzare il trauma di un grande fallimento…

Quel giorno il sole era lo stesso di ieri a Santa Marinella, il sorriso lo stesso, ma lo scenario completamente diverso… Così ho potuto festeggiare uno dei miei piccoli successi, partecipare ad una gara di triathlon come mi ero ripromessa un anno e mezzo fa mettendo le scarpe da running ai piedi…

Come ho vissuto la gara?

Come uno dei più bei giri di giostra mai fatti da ragazzina: quando sei sulle montagne russe e senti l’aria sulla faccia e ti lasci andare ma stai attenta a non cadere… Nessuna traccia dell’ansia dei giorni precedenti.

Il mio nuovo body da Triathlon!

Il mio nuovo body da Triathlon!

Alla partenza sono tranquilla, convinta di trovare molte più donne quasi gioisco di non potermi mimetizzare come speravo, mi fa sentire che ci vuole carattere a mettersi in gioco nelle gare, qualunque sia il livello.

Chiacchieriamo e ci guardiamo complici e poi il via: nuoto quasi da sola ma mi rendo subito conto che riuscirò a finire la frazione… non grosse bevute, non sbaglio traiettoria, non sento sconforto fisico.

Esco dall’acqua con difficoltà a causa delle vertigini, la zona cambio non è ancora completamente deserta per fortuna e alla fine concentrarsi sulla transizione non è così difficile.

La mia prima gara di Triathlon!

La mia prima gara di Triathlon!

Inizia la bici: esaltante! Ma non per la mia prestazione per carità! Il ronzio delle due ruote dei gruppi che mi sfiorano in sorpasso è musica per le mie orecchie. Mi muovo sciolta in quel “traffico”, me la sbrigo discretamente nelle due curve a gomito e in discesa mi butto giù sul manubrio senza timore e recuperando la carenza delle mie salite.

Avvisto Lucaone in testa al gruppo e mi emoziono perché siamo compagni di team e questa squadra, Zona Cambio, la sento tanto mia… Incrocio molti amici in gara ed è un incitamento reciproco continuo… E poi Peppe che nei primi due giri è la che mi urla “dai Mami!!!

Confesso che sto cercando di trasmettergli l’amore per lo sport con tutto il suo valore positivo e questa è un’ottima occasione!

Anche la bici pare sia finita! Della T2 ricordo Emanuele che mi dice che Luca ha vinto e che io devo fare solo 5 km ed è andata! Visiera e scarpe e via che ora viene il bello: mi aspettavo crampi alla pancia molto più violenti e invece sono sopportabili. Proprio il primo classificato mi avvista e mi dice “Daje co sta corsa!“…

Sono contenta e sorrido

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No ma non mi sono affatto divertita! 🙂

Sorrido di più quando vedo la gente camminare in salita mentre io riesco a non fermarmi (grazie Villa Pamphilj!). In fondo al primo giro alzo la testa e vedo uno spettacolo di distesa di mare piatto dall’alto! Sono sincera… Ho pensato “cavolo avrei potuto fare una bellissima foto qui!“.

Riprendo la concentrazione e inizio il secondo giro dopo aver visto i compagni al traguardo farmi un tifo da stadio! Poi è un attimo. La discesa, la mano a Peppe verso la finish line, un bacio al mio amore, il pasta party, il gazebo di Zona Cambio pieno di persone troppo giuste, chiacchiere, sfottò, risate, congratulazioni e saluti…

E riesco a pensare solo a una cosa: Grazie di cuore a tutti… Ok. Quando lo rifacciamo?

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