È sempre un piacere condividere i racconti delle gare degli amici triatleti, soprattutto quando sono ricchi di emozioni: riviviamo allora il Triathlon Olimpico di Bardolino con il racconto di Francesco Bedon, 37enne triatleta veronese dei 3Kids di Legnago, alla sua prima stagione di triathlon.

Grazie Francesco per aver voluto condividere la tua esperienza! E in bocca al lupo per le prossime gare!


 

Circa un anno fa ho deciso di avvicinarmi al triathlon, con l’obiettivo di partecipare nel 2015 all’Olimpico di Bardolino, senza fare brutta figura.

Un anno fa non avevo ancora una bici da corsa e nuotavo come un sasso; l’unica consolazione era la corsa, dove andavo abbastanza forte.

In questi 12 mesi, compatibilmente con il tempo a disposizione, ho iniziato ad allenarmi: inizialmente da solo e poi, da dicembre 2014, con una squadra, i 3Kids Triathlon di Legnago, ed un allenatore.

Allenarsi in gruppo è fondamentale, almeno nel nuoto, per chi, nuotando da solo, ogni tanto viene colto da una gran voglia di piantare l’allenamento ed andare a farsi una birretta!

Comunque, allenamento dopo allenamento, iniziavo a migliorare: sia nel nuoto che in bici, e anche nella corsa.

La mia gara di esordio è stato il Triathlon Sprint di Asola (MN), il 3 maggio 2015: piscina riscaldata e percorso pianeggiante. Una bella esperienza e un debutto positivo. Subito dopo, il 17 maggio, ho partecipato a l Triathlon Sprint di Manerba sul Garda (BS): anche qui una bella gara, ma ho avuto grosse difficoltà a nuotare nel lago.

 

Poi, Bardolino

Non una gara qualunque, tutt’altro

Innanzitutto la tensione prima della gara, la paura di non riuscire a finire la frazione in acqua, la mente che continuava a pensare alle transizioni… E poi le migliaia di persone, e la muta? Sarà vietata?

Ma poi arriva il momento del via: sono in 8° batteria, si parte!

Da subito le sensazioni sono positive: respiro bene, guadagno qualche posizione ed inizio a raggiungere la 7° batteria, e poi anche gli ultimi della 6°.

La rampa di uscita dall’acqua si avvicina, sono le ultime bracciate: esco e guardo il Garmin: 29’09”! Per me è un tempone, non sto nella muta!

Il tempo di vedere la mia ragazza che mi incita e sono subito in transizione, tempo discreto, e via con la bici.

Sento bene le gambe, anche qui le sensazioni sono positive e la velocità media lo conferma. Le salite le faccio dando il massimo, poi inizia il discesone finale… “è quasi fatta” – penso – mentre mi avvicino alla seconda transizione: scendo al volo, anche la bici è andata, e piuttosto bene direi.

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La frazione di corsa

Adesso arriva la corsa, il mio pezzo forte in teoria: esco dalla zona cambio, sono carichissimo, guardo il Garmin e mi rendo conto che sto correndo a 3’50″/km… nonostante tutti mi sento bene.

Poi inizio a sentir male ad una gamba… crampi! Mi fermo, riparto, ancora crampi, mi rifermo, riparto piano, finchè rallento a 4’40″/km.

Le gambe finalmente ricominciano a girare, lungo il percorso sento i miei supporter, sono fantastici!

Il traguardo si avvicina, e alla fine lo taglio dopo 2 ore e 33 minuti!

Sono distrutto ma felicissimo, una soddisfazione enorme in una gara fantastica!

Ringrazio Marco che mi ha fatto avvicinare a questo sport, Manuel che mi allena, il Beppe per tutti i consigli e la mia ragazza… perché mi sopporta!

Nuota, pedala e corri !

 

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