Qual è il tuo obiettivo? Perché fai (o hai deciso di fare) triathlon?

Ognuno di noi ha la propria motivazione: alcuni cercano la migliore prestazione, altri amano gareggiare in compagnia di altri appassionati (per me è così); per qualcuno è “solo” un modo per tenersi in forma.

Indipendentemente dal perché ti iscrivi ad una gara, una cosa accomuna tutti: l’emozione e l’incertezza quando, per la prima volta, affronti una nuova distanza.

Diego Orzalesi, che ha iniziato a fare triathlon quest’anno, ci racconta la sua prima esperienza sulla distanza Olimpica… con una sorpresa imprevista che gli ha fatto cambiare i piani!


 

Un “TriNonAtleta” al Garmin TriO Forte Dei Marmi

Sabato 5 settembre 2015. Quando mi sveglio, mi sorprendo a pensare: oggi sarà una bella giornata, tra poche ore parteciperò al mio primo triathlon olimpico.

Aspetto il Garmin Trio Forte dei Marmi da tempo: finire un olimpico è l’obiettivo sportivo che mi sono dato nel 2015.

Dal divano a finire un Olimpico

E’ un traguardo per me tutt’altro che scontato: non sono mai stato un grande sportivo. Dopo quasi 15 anni di letargo motorio, tra divano e ufficio, ho iniziato nuovamente a fare un po’ di attività fisica la scorsa estate.

Alla veneranda età di 42 anni, ho ripreso prima a pedalare, poi a correre (ancora ricordo i primi 5 km nella pineta di Cecina, al fantastico passo di 7:50 /km!), e sono tornato a riapprezzarne le sensazioni, positive e negative.

All’inizio l’idea del triathlon era più che altro una chimera, un modello ispirazionale: oscillavo tra un “bello, bello! Lo faccio!” dopo aver visto il solito video motivazionale su YouTube e un “ma dove voglio andare?” all’insorgere di uno dei tanti dolori di vecchiezza durante le uscite.

Conscio dei miei limiti, decisi per un di approccio possibilista:

Intanto esco a correre e a pedalare, anche a nuotare va… intanto mi diverto e mi godo il viaggio, dove porta lo vedrò, di sicuro male non mi fa!

La via era segnata: la scoperta di Dad2Tri, letture, allenamenti, l’acquisto della muta, le prime nuotate in mare a marzo, i primi combinati… inizio a crederci.

Al Garmin Trio Forte la sfida al tempo massimo

Poi gli Sprint e subito la presa di coscienza definitiva: mi sento lontano dal modello prestazionale, tabelle e roba del genere non fanno per me, non mi interessano, io sono un TriNonAtleta.

Il limite del “tempo massimo” del Garmin TriO Forte si scontra quindi un po’ con la mia filosofia ma la voglia di provare è troppo forte.. male che va non lo finisco e ci riprovo, mi dico.

Così mi ritrovo in macchina alla volta di Forte Dei Marmi, mi spiace solo che non ci sia la mia bella famiglia, ancora in trasferta dai nonni materni.

I pensieri ricorrono:

Ho preso tutto? … Maledetto tempo massimo.
Sarò abbastanza allenato? …  Maledetto tempo massimo.
Speriamo che il mare non sia troppo mosso … Maledetto tempo massimo!

Arrivo sul lungomare e comincio a trovare i primi segni di gara: transenne, fettucce e persone che si scaldano. Bon, ci siamo. Parcheggio, pacco gara (ma non doveva esserci la maglietta? Era il mio pensiero felice!), numero gara su braccio e gamba, zona cambio.

Un imprevisto cambio di programma

Sento il frangersi delle onde sulla battigia. Mmhh.. segnaccio. I primi rumors si inseguono: si nuota, non si nuota, ma se non si nuota che ci fanno fare?

Verso le 12.00 l’annuncio ufficiale: “non si nuota”, troppa corrente e risacca! Il triathlon olimpico diventa un duathlon un po’ strambo: 5 km di corsa, 40 km di ciclismo e ancora 5 km di corsa.

Appuntamento rimandato con l’Olimpico, quindi: me ne farò una ragione (almeno il tempo massimo non è più un problema!).

Torno in zona cambio a riprendere le scarpe, configuro la nuova attività sul Garmin, un po’ di riscaldamento (questo sconosciuto) e sono in batteria, naturalmente l’ultima.

La mia gara

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Diego Orzalesi al Garmin TriO Forte 2015 – frazione podismo

Si parte per due giri da 2,5 km sul lungomare, al fresco delle 13.15. Cuore subito in gola, sono partito troppo arzillo, provo a far scendere i battiti, ci riesco solo in parte, provo a correre correttamente, ci riesco solo in parte, provo a non farmi sorpassare da troppi, non ci riesco.

Mi ricordo bene per cosa sono lì, sorrido e corro, apostrofo qualche compagno di viaggio, ricevo un sorriso, corro.

Eccomi in zona cambio, è quasi deserta, qualche bici qua e là, in ordine sparso: il cuore non vuole saperne di calmarsi.

In mattinata un amico mi aveva detto: “se ti vedo sederti in zona cambio, ti bastono!“. Ricordo, non mi siedo, tutto procede come da copione e sono a zampettare per iniziare la frazione in bici.

C’è un bel vento trasversale, fastidioso; bevo, come al solito bramo una scia, eccola là, presa, il gruppetto si infoltisce, sono al sicuro.

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Diego Orzalesi al Garmin TriO Forte 2015 – frazione ciclismo

Inizio la salita, mi piace la salita, la faccio del mio passo, butto spesso un occhio al panorama, bello, sono contento.

Finalmente si scollina, il cuore ringrazia, io ringrazio lui, una bella discesa e di nuovo il piano, controvento per tornare in zona partenza.

Avverto un rumore strano provenire da dietro, non capisco che sia, mi volto. Sono Fabian e Barnaby, in testa a fare trenino e tirare, stanno per doppiarmi.

Colto da un barlume di follia provo a mettermi in scia, così, per capire che si provi a stare con i primi. Passano 500 m scarsi e lo capisco subito, si prova una gran fatica, non è roba mia.

Mi stacco oltre soglia e proseguo con un gruppetto, insieme è più bello. Altro giro altra corsa. Accompagnato dai doloretti soliti sono di nuovo in zona cambio, questa volta piena zeppa di bici.

Via di nuovo per la corsa, sono stanco e mi sembra mi abbiano attaccato dietro una roulotte. Voglio proprio godermi questi ultimi 5 km, la parte finale di questo bel viaggio, fino al traguardo.

L’appuntamento con l’Olimpico è soltanto rimandato!

Arrivo, sorrido. La soddisfazione mi accompagna tutto il resto della giornata e mi scopro già a pensare al prossimo appuntamento, ancora una volta il mio primo triathlon olimpico! 😉

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