Ironman 70.3 Pays d’Aix 2017

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Per la prima parte della stagione 2017 ho previsto due obiettivi sportivi: la Maratona di Milano del 2 Aprile, e l’Ironman 70.3 Pays d’Aix del 14 maggio.

IM 70.3 di Aix-en-Provence è stata la mia terza gara sulla distanza del triathlon medio, dopo l’esordio del giugno 2016 con Ironman 70.3 a Rapperswil in Svizzera, e il Triathlon Medio di Mergozzo di settembre.

Ho scelto Aix-en-Provence per la bellezza della località: in effetti, la campagna provenzale si è rivelata ancora più magnifica di quanto mi aspettassi, e la cittadina è un antico gioiello di piazze e fontane.

Aix-en-Provence

Anche quest’anno ho condiviso il viaggio e i giorni della gara con i compagni di squadra di CUS Pro Patria Milano Triathlon: Luca, Aldo, Rachel, Cinzia e Silvia. Condividere con loro l’attesa, le riflessioni, i consigli e infine la gioia, ha reso tutta l’esperienza (e non solo la gara) ancora più piena e coinvolgente.

La preparazione

Il doppio obiettivo stagionale (Maratona e Ironman 70.3) ha chiaramente determinato i tempi e i modi della mia preparazione: insieme al mio coach Gabriele Torcianti abbiamo pianificato, fin dall’inverno scorso, un percorso articolato che mi permettesse di trovare un possibile equilibrio tra le diverse esigenze delle due gare.

In particolare, dopo essermi concentrato soprattutto sulla Maratona nell’ultimo mese di marzo, subito dopo la gara (andata benissimo) ho spostato la preparazione sul ciclismo, per recuperare, nel poco tempo a disposizione, l’abitudine a pedalare (anche in salita), e soprattutto la capacità di combinare ciclismo e corsa.

Grazie al bilanciamento degli allenamenti progettati dal coach, alla fine sono stato totalmente soddisfatto dei risultati raggiunti in entrambe le gare: sono riuscito infatti ad esprimermi al massimo delle possibilità, senza imprevisti e senza superare le mie soglie individuali.

Ironman ad Aix-en-Provence

Il percorso di gara di Ironman 70.3 Pays d’Aix è particolare perché il nuoto si svolge in una località diversa da Aix-en-Provence, presso il lago di Peyrolles, circa 20 km a nord della cittadina.

Zona cambio a Peyrolles

La disposizione su due diverse “basi” ha reso un po’ faticosa la preparazione del materiale di gara: quasi tutta la giornata di sabato è stata dedicata agli spostamenti tra la casa (con i compagni di squadra avevamo affittato un piccolo appartamento in centro) e le due zone cambio da preparare: per la corsa, presso Place de la Rotonde ad Aix-en-Provence, e per la bici al lago di Peyrolles, dove siamo stati portati dalla navetta prevista dall’organizzazione.

Come sempre, Ironman si conferma eccezionale per organizzazione e coinvolgimento dei partecipanti: fin dall’arrivo al villaggio, con le aree di registrazione e gli stand commerciali, ci si sente proiettati come protagonisti al centro un mondo che ti fa sentire speciale. E le emozioni sono state ancora più intense soprattutto per gli esordienti!

Villaggio e traguardo

La gara

Avevo studiato in anticipo le caratteristiche dei percorsi della gara di Ironman 70.3 Pays d’Aix, e avevo capito che le difficoltà sarebbero state crescenti nelle tre frazioni: mi aspettavo un nuoto probabilmente facile, un ciclismo vallonato con due salite non eccessivamente difficili, e per finire una corsa che tutti gli amici che avevano già partecipato a questa gara mi avevano prospettato come molto impegnativa… vedremo tra poco perché!

Il nuoto

Il lago di Peyrolles, dove si è svolta la prima frazione, è una cava, con acqua azzurra, tranquilla e abbastanza limpida, praticamente una piscina: queste caratteristiche, unite alla partenza con modalità “rolling start” (6 atleti ogni 8 secondi), ha reso la prima frazione particolarmente agevole e piacevole.

La procedura di partenza è iniziata alle 7.40 di mattina, all’ora in cui il sole sorgeva dissolvendo velocemente la nebbia che avvolgeva la campagna e il lago, creando così un clima “eroico” molto affascinante.

Riscaldamento prima della frazione di nuoto

Il percorso in acqua prevedeva 1900 m, di cui i primi mille all’andata, scanditi da dieci grossi gonfiabili gialli disposti ogni 100 m, e un ritorno verso riva quasi parallelo.

Sono partito insieme a tre compagni di squadra e curiosamente siamo usciti tutti insieme, in poco meno di 38 minuti nuotati senza problemi.

La frazione di nuoto a Peyrolles

Il ciclismo

Da Peyrolles, dopo la frazione di nuoto, è partito il percorso ciclistico che, compiendo un giro a forma di arco in direzione est, quindi verso sud e infine verso ovest, ha aggirato il massiccio di Sainte Victorie (un monte dalla insolita forma di lama) e ha raggiunto il centro storico di Aix-en-Provence dopo 88 ondulati chilometri.

Il massiccio di Sainte Victorie

Lungo il percorso ciclistico, ci sono solo due vere salite: la prima salita la si incontra intorno al 15esimo km, dopo aver costeggiato il fiume Durance a fondovalle, è lunga 1,3 km alla pendenza del 7%; la seconda salita si trova quasi alla fine del percorso, intorno al 70esimo km, ed è più impegnativa: il Col du Cengle, 3,6 km al 6%, classificato come “Gran Premio della Montagna”: una serie di panoramici tornanti in un ambiente molto aperto (e assolato). In mezzo, tanti veloci chilometri di percorso vallonato, con lunghe rampe con pendenze moderate e altrettanto veloci discese.

Il percorso è affascinante dal punto di vista paesaggistico, perché attraversa la campagna provenzale, che è molto aperta e spaziosa (si attraversano solo due paesi) ed è caratterizzata da un particolare mix tra ambiente di campagna (con vigneti e campi di alberi da frutta), di montagna (con fitti e ombrosi boschi) e ambiente marittimo (con distese di profumata macchia mediterranea).

La discesa da Col du Cengle

I punti più sorprendenti ed emozionanti del percorso sono state le due discese: la prima, affiancata dalle pareti rocciose del canyon nel quale si scende rapidamente, e la seconda da Col du Cengle, con una serie di tornanti in un fitto bosco.

Anche la salita a Col du Cengle ha riservato una bella sorpresa: già al secondo tornante, quando la fatica iniziava ormai a farsi sentire, è stato sorprendente poter poteva aprire la vista su tutta la campagna che avevamo appena attraversato.

Quando ormai mancavano pochissimi chilometri alla transizione, l’ingresso ad Aix-en-Provence mi ha fatto subito capire che cosa mi aspettava di lì a pochi minuti, con l’inizio della corsa: salite o discese, ma niente – neanche un metro – di pianura.

La corsa

Appena consegnata la bici agli addetti della zona cambio (ad Aix-en-Provence non c’erano le consuete rastrelliere numerate dove depositare la propria bici), e infilate velocemente le scarpe da corsa, ho avuto una piacevole sorpresa: nonostante l’impegno della frazione di ciclismo, le gambe giravano bene!

Non era scontato per me riuscire a correre senza essere troppo legato: ti sembrerà incredibile, ma dalla fine della scorsa stagione ho fatto solo cinque uscite in bici (tutte nello scorso  mese di Aprile), perché tutti i weekend di marzo sono stati dedicati esclusivamente alla preparazione della Maratona.

Nonostante questo limite nella preparazione, però, le gambe erano pronte, e l’avvio della frazione di corsa è stato un sollievo… che però è durato poco, fin quando ho scoperto che gli amici che erano già passati di qui avevano ragione: la corsa di Aix-en-Provence è durissima!

La difficoltà della frazione di corsa è semplicemente l’altimetria: un aspetto spesso insignificante nella corsa, ma qui decisivo: la cittadina è adagiata su una serie di colline, e naturalmente tutte le strade sono un’alternanza di ripide salite e altrettanto ripide discese.

Dai larghi viali alberati sui cui si affacciano i palazzi più eleganti, fino agli stretti vicoli dal pavimento acciottolato, passando da Promenade de la Torse (il parco a est del centro storico), i tre giri della mezza maratona sono stati un alternarsi di faticosissime salite e liberatorie discese.

La frazione di corsa nel Promenade de la Torse

Personalmente, quando posso preferisco correre ad un passo costante, in modo da mantenere costante frequenza cardiaca; ma in questo caso l’unica opzione era spezzare la corsa in tanti segmenti, accettando di andare oltre soglia nelle salite e recuperare fiato nelle discese.

In questo modo, con continue variazioni di ritmo, i tre giri sono volati abbastanza velocemente, cadenzati anche dai ristori (dove prendevo solo acqua per rinfrescarmi la testa e un sorso da bere) e dagli emozionanti passaggi da Place de la Rotonde dove, ad ogni giro, il pubblico mi faceva pregustare l’emozione del traguardo.

La frazione di corsa

Finché, finalmente, il momento atteso da mesi è arrivato: dopo aver ricevuto l’ultimo braccialetto colorato (ad ogni giro, gli addetti infilano agli atleti un braccialetto di colore diverso, in modo da capire facilmente quando è l’ultimo giro), alla fine dell’ultima discesa lungo Course Mirabeau, dando il “cinque” ai bambini che si sporgevano dalla transenne, alzando le braccia al cielo, potevo finalmente entrare nel corridoio del traguardo

Al traguardo

 

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I pensieri e le emozioni

Questa è stata la mia terza gara sulla distanza del triathlon medio, la seconda nel circuito Ironman: mi sono avvicinato a questo appuntamento con maggiore consapevolezza (dei miei limiti e delle mie possibilità) e aspettative realistiche.

A differenza dell’esordio dello scorso anno a Rapperswil, questa volta ad Aix ho provato meno ansia (anche se so bene che in questo tipo di gare c’è sempre la possibilità di un imprevisto).

Questo stato d’animo più rilassato mi ha permesso di assaporare ogni momento della gara, dall’attesa della partenza davanti all’acqua con la muta indossata, fino alla quiete durante la frazione di ciclismo; la corsa, per via delle salite, è stata sicuramente la frazione più sofferta, ma allo stesso tempo vissuta con la consapevolezza che da lì a breve avrei vissuto la gioia del traguardo (e quella di abbracciare gli amici al loro arrivo e complimentarmi con loro).

È sempre strano ripensare che noi triatleti lavoriamo per centinaia di ore, nell’arco di molti mesi, per poi andare in scena per poco meno di sei ore… chissà come veniamo visti da chi non pratica il nostro sport! (a parte il classico “siete matti”).

Se vuoi curiosare i miei tracciati, li trovi su Garmin Connect.

La mia prestazione

Per concludere, due osservazioni sulla mia prestazione, di cui sono totalmente soddisfatto: nonostante ultimamente abbia un po’ trascurato il nuoto, ho nuotato al passo di 1’49”/100m (buono per me, meglio del solito, anche grazie al lago “facile”); nella frazione di ciclismo ho mantenuto una prestazione equivalente a quella dell’anno scorso a Rapperswil (velocità media 28 km/h alla frequenza cardiaca media 145 bpm).

Il ciclismo è sempre la frazione in cui perdo qualche posizione rispetto agli altri concorrenti (soprattutto in discesa), ma in compenso nella corsa recupero sempre bene: ad Aix-en-Provence nella mezza maratona ho superato oltre 200 persone, e ho concluso la Mezza in 1h47min (nonostante i 136 m di dislivello complessivo).

 

Insomma, la convivenza tra Maratona e Triathlon non hanno avuto l’impatto negativo sulle mie prestazioni che temevo: anche se non è detto che rifarò ancora questa “combinata”!

E ora che ho disfatto la borsa e lavato la bici, è già tempo di pensare ai prossimi appuntamenti: un paio di Olimpici (con salite, naturalmente!) per tenermi in attività e portarmi fino a Elbaman 73 di settembre!

 

 

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