La prestazione non era proprio la mia priorità, nella mia prima gara di Triathlon Sprint ad Andora! La mia attenzione era rivolta ad assaporare le sensazioni e le emozioni della gara, ad ascoltare i messaggi del mio corpo e ad imparare a gestire le mie forze.

Non ho voluto portare con me l’orologio GPS proprio per non curarmi del tempo e quindi, sia durante la gara, sia dopo, la mia percezione della gara è stata basata solo sulle sensazioni che provavo nelle varie frazioni.

Ho voluto comunque guardare ed analizzare la classifica e i tempi parziali, per vedere se le mie sensazioni corrispondevano alle prestazioni reali, e soprattutto sapere quali sono i mie punti deboli su cui devo migliorare.

Le sensazioni

Durante il nuoto, non ho forzato l’andatura, concentrandomi soprattutto sulla respirazione e sulla direzione da tenere. Non so in che posizione della mia batteria sono uscito, perché non mi sono guardato dietro per vedere quanti erano ancora in acqua. Mi sono concentrato sulla muta da slacciare e sul percorso per arrivare alla bici.

In bici mi sono impegnato molto, nonostante sia consapevole di essere particolarmente lento. Appena usciti dal paese, nel lunghissimo rettilineo in leggera salita, ho raggiunto e diversi gruppi, sfruttandone per un po’ la scia, ma presto li ho lasciati perché procedevano ad un passo più lento di quello che avrei tenuto. Ho così rimontato parecchie posizioni. In questi momenti ho pensato di non essere poi così scarso… Nel ritorno invece, in leggera discesa, sono rimasto in gruppo perché uscire e superarlo a quella velocità non era possibile.

Infine la corsa è cominciata in forte affanno, probabilmente perché sono partito con un passo eccessivo; mi sono quindi imposto di rallentare e mantenere un passo moderato e regolare, mantenendo praticamente costante la posizione rispetto agli altri atleti intorno.

L’analisi

Dall’analisi del tempi parziali, ho notato che la miglior frazione è stata quella di nuoto (436-esima posizione su 738 classificati), mentre la peggiore è stata quella di ciclismo (511-esimo), proprio quella dove mi sono sforzato di più…

Guardando il passo: 2’07″/100 m nel nuoto non sono male per me, considerando che era la prima esperienza in mare e che davvero andare forte era l’ultimo dei miei pensieri… Nel ciclismo, 28,3 km/h sono la media tra l’andata con il 1% di pendenza (dal livello del mare a 100 m di quota) e il ritorno pedalato molto velocemente tutto in leggera discesa. Infine, il passo di 4’41″/km della corsa è per me un lento ma ho tenuto un passo prudente, anche perché era la prima corsa dopo ben un mese di stop per l’infiammazione della bandelletta.

E quindi?

Mentre nella corsa sono abbastanza esperto e so “sentire” lo sforzo e associare la sensazione all’effettiva prestazione, nel nuoto e nella corsa ancora questa esperienza mi manca, quindi ad una sensazione (ad es. di andare forte in bici) può corrispondere una prestazione in realtà diversa. Con i prossimi allenamenti, e soprattutto le gare, conto di affinare questa sensibilità!

 

Ecco i tempi parziali, con passo e posizione di ogni frazione:

Tempo: 1h 22’08”
Nuoto: 16’27” (passo 2’07″/100m, pos. 436/738)
Ciclismo: 42’16” (velocità 28,3 km/h, pos. 511/738)
Corsa: 23’25” (passo 4’41″/km, pos. 468/738)
Classifica: 493/738 (101/164 cat. M1)

Vota questo articolo
[Voti: 1    Media Voto: 5/5]