Il primo triathlon non so scorda mai… soprattutto se – come spesso succede – c’è un colpo di scena che stravolge tutti i programmi!

Gaetano Virgilio oggi ci racconta la sua esperienza dell’esordio nel triathlon, disputato nella splendida cornice di Portovenere l’8 giugno 2014, che – nonostante da quel giorno abbia preso parte a diverse altre gare di triathlon sprint – è ancora ben impressa nella sua mente.


La preparazione

Dopo aver rincorso per anni il sogno di dedicarmi ai tre sport che amavo di più, solo all’età di 45 anni suonati mi sono messo in gioco: di fatto iniziavo da zero per il ciclismo, dal livello sportivo della domenica per la corsa e da “stregone apprendista” per il nuoto.

Grazie ad un corso acquistato on-line, in circa quattro mesi mi sono preparato alla difficile prova di Portovenere.

Colpo di scena!

Il giorno della gara mi sono presentato in zona cambio perfettamente organizzato con tutti i materiali e indumenti necessari, ma subito la mia “giornata felice” si trasformava in dramma: i giudici non mi hanno permesso di entrare con la mia mountain bike, perché vietata dal regolamento tecnico FITri 2014.

Incredulo, ho tentato di convincerli che non lo sapevo, che venivo da lontano, che era il mio primo triathlon, che mi potevano fare gareggiare e poi squalificare. Ma non c’è stato niente da fare.

Preso dalla disperazione, ho iniziato a girare come un zombie alla ricerca di una bici: mission impossible!

Solo a pochi minuti dalla chiusura della zona cambio sono riuscito ad impietosire una ciclista, senza pensare che avevo rimediato una bici misura donna, con cambio sui freni da me mai impiegato: me ne sarei accorto per bene più tardi!

La gara

Ha quindi avuto inizio la gara: partenza in acqua e via verso la prima boa. Sono rimasto un po’ defilato per poter nuotare con il mio ritmo e tutto è andato bene sino all’ultima boa.

Frazione di nuoto

Frazione di nuoto

Pur vedendo il punto di atterraggio, la corrente mi portava fuori rotta. Grazie all’intervento dei canoisti in assistenza, io ed altri siamo riusciti faticosamente a toccare terra.

Come mi aspettavo, durante il trasferimento verso la zona cambio mi sentivo completamente stordito: togliere la muta era diventata l’operazione più faticosa del mondo.

Tuttavia, ho cercato di seguire correttamente tutte le fasi della transizione nuoto-bici e mi sono buttato sulla strada.

Nel primo tratto in piano ho cercato di capire come funzionava la mia bici e, fiducioso di aver assimilato, ho affrontato la prima salita e dopo pochi metri mi è saltata la catena. Incredulo sono sceso dalla bici, l’ho capovolta e, rimessa a posto la catena, sono ripartito.

Purtroppo mi sono subito accorto che il cambio saltava ogni due o tre pedalate, ma non mi sono scoraggiato ed ho proseguito lentamente. La frustrazione maggiore veniva dal pensiero che il giorno prima avevo memorizzato tutti i punti critici del percorso e deciso quale rapporto usare. Ma non avevo più sotto di me la mia amata MB, bensì una perfetta sconosciuta!

Sono arrivato quindi abbastanza stanco in zona cambio e, effettuata la transizione bici-corsa, mi sono lanciato verso il doppio giro che mi avrebbe portato nel centro storico di Portovenere.

Le gambe reggevano, tuttavia mi sentivo molto fiacco e quindi ho approfittato di tutti i punti ristoro.

Vedevo corridori che avendo già terminata la gara tornavano lentamente verso la zona cambio, altri che stavano completando il primo giro, nessuno davanti o dietro di me.

Il mio primo traguardo

 

portovenere-03

Gaetano Virgilio

Probabilmente ero l’ultimo, ma non mi sono scoraggiato. Soprattutto mi scorrevano nella mente le immagini delle tante mattine in cui mi ero alzato prestissimo per allenarmi e quindi, anche se con un passo da vecchietto, macinavo metri su metri.

Una grande spinta veniva dall’incitamento del pubblico, soprattutto dei turisti che magari pensavano a me come ad un “ironman”!

Nel tratto finale mi sono infilato nei carruggi stretti del borgo di Portovenere, fissando con lo sguardo la striscia bianco rossa posizionata sulla strada: finalmente avevo di fronte a me l’arrivo nella bella piazza antistante la chiesa di San Pietro e, nonostante gli organizzatori stessero già disallestendo parte delle transenne, mi sentivo fiero ed orgoglioso di esserci riuscito: mission accomplished!

– Gaetano Virgilio 

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