Alessandro Sciarrone, triatleta di CUS Pro Patria Milano Triathlon, domenica 5 giugno 2015 ha comquistato a Tarzo (TV) il prestigioso titolo di Campione Italiano di Triathlon Olimpico No Draft Age Group categoria M1.

È un vero piacere condividere su Dad 2 Tri il racconto della sua emozionante impresa!


 

La mia Tarzo

Come scrivevo questo inverno nel racconto del Duathlon di Torino, i Campionati Italiani sono una gara vera: anche in questa occasione, a Tarzo, questa affermazione si è rivelata vera.

Domenica 5 luglio si sono disputati i Campionati Italiani Age Group (quindi riservati agli atleti amatori) su distanza Olimpica (1,5 km nuoto + 40 km ciclismo + 10k m corsa) No Draft (ovvero i ciclisti non possono formare gruppi e mettersi in scia uno con l’altro).

La formula No Draft risale agli esordi del Triathlon in Italia ed è tornata negli ultimi due anni ad animare le domeniche degli appassionati.

La gara si è svolta a Tarzo Revine, la località che da anni ospita tanti eventi di multidisciplina, grazie all’organizzazione di due società molto rodate (Silca Ultralite e GP Triathlon) con il supporto della Treviso Marathon.

Il clima a dir poco “estivo”, aggravato da un orario di partenza alquanto discutibile (h.14), è stato l’elemento base di questa giornata. Il resto lo hanno fatto gli atleti Age Group: oltre 800 partecipanti a questa importante e divertente manifestazione.

Il percorso

Il laghetto dove si è svolta la prima frazione di nuoto era calmo come è un piscina: condizioni perfette, acqua caldissima (fin troppo), non un’increspatura.

Per la frazione di ciclismo, due giri sulle colline all’imbocco della Valdobbiadene: un percorso che si è rivelato poi determinante. Si percorrevano due volte una salita da 4 km e due falsopiani “ammazzagambe”.

Infine il circuito run era un anello da 3,3 km da percorrere tre volte: interamente sotto il sole, e anch’esso con andamento ondulato.

Si parte in tarda mattinata con l’allestimento della zona cambio. Bici, casco, scarpe bike, scarpe run, borracce. Nonostante tutte le accortezze, questa attrezzatura diventerà bollente prima ancora della partenza. La muta è vietata a causa della canicola: fa davvero caldo!

La gara

Alle 14 partono le donne. Che spettacolo! Giusto il tempo di concentrarsi ed ecco alle 14:18 partono gli Age Group M1 (40-44 anni), la mia categoria.

Nuoto abbastanza bene, e la prima metà del percorso mi sembra velocissima, poi inizio a superare gli ultimi atleti della batteria precedente.

Il “traffico” in acqua rallenta un po’ il ritmo, comunque ci siamo, gli ultimi 300 m, il pontile e poi si esce: meno di 22′. “Molto bene!” mi dico.

Davanti ci sono almeno 5 o 6 concorrenti, ma la gara è lunga. La transizione prevede una corsa di 150m di salita ripida fino alla strada, via la cuffia e gli occhialini, su il casco e si parte: transizione veloce.

Primo tratto in bici davvero veloce: si scende, si sale, si scende ancora, tre tornanti. In discesa, chi vuole stare davanti deve spingere e non distrarsi.

Affrontiamo la prima salita e mi sento molto bene. Fa caldo ma – come dice il coach Gianni – fa caldo per tutti.

Discesa tecnica, tante curve, fondo sporco. “Meglio non rischiare” penso. Ed il primo giro è andato. Al ristoro una bottiglietta d’acqua afferrata al volo: poca in bocca, tanta in testa e sul collo. E giù a spingere a tutta.

Seconda salita: penso “Qui si fa la differenza” e cerco di dare il massimo. Quasi in cima, vedo un mio compagno di squadra (Claudio, fortissimo ciclista) e lo supero. “Forse sto andando bene… calma… Alla finish line ci pensiamo dopo“.

Discesona, poi sul falsopiano finale vedo altri due avversari diretti. Penso tra me: “Vediamo cosa sapete fare a piedi!“. Forzo gli ultimi km ed entro in zona cambio primo (senza saperlo).

Cambio velocissimo, cappellino, scarpe e via. Nel primo giro spingo al massimo, cercando di vedere se qualcuno risale. Al secondo giro un brivido alla schiena, formicolia alle braccia, un capogiro, due… “Eh no, eh! Rallenta un po’. Se collassi adesso è finita!“.

Mi svuoto due bottiglie d’acqua sulla testa, calo leggermente il ritmo e mantengo la calma (e la posizione verticale).

Gli incitamenti degli amici sono preziosi, anche se quasi non si sentono, perchè la concentrazione mi assorbe totalmente.

Terzo giro ancora in spinta: “Chissà chi c’è davanti… se c’è qualcuno!

Il traguardo

Giro di boa, discesa e volata di 300 m fino al traguardo. Appena lo passo mi accascio sul prato.

Passa un tempo inquantificabile per me e sento lo speaker che annunciaEcco il primo atleta categoria Master!” . Mi rotolo in terra e sorrido: “No ragazzi, il primo è qui da un po’!“. Ce l’ho fatta.

Passa qualche minuto e i giudici confermano l’ordine d’arrivo. Sento lo speaker che mi chiama… Missione compiuta!

Il resto è un racconto di abbracci degli amici e complimenti… e di una gioia che preferisco tenere per me.

L’unica nota che mi piace condividere sono il podio, la maglia e l’Inno Nazionale: sono emozioni da pelle d’oca, che ripagano di tutti i sacrifici fatti.

Anche questo è Triathlon!

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Alessandro Sciarrone sul podio

Alessandro Sciarrone sul podio del Campionato Italiano Triathlon Olimpico No Draft Age Group Tarzo 2015

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