Osservando le immagini della gare di triathlon di lunga distanza, come gli Ironman e i 70.3, avrai notato che gli atleti assumono una particolare posizione in bici, come quella che vedi nella foto qui sopra, appoggiando gli avambracci sulle prolunghe.

Nelle gare più lunghe, molti triatleti scelgono di utilizzare le prolunghe aerodinamiche, un accessorio per le bici da corsa che permette di assumere una posizione più aerodinamica e meno stancante.

Le prolunghe aerodinamiche sono disponibili in due varianti: da montare sul manubrio per le bici da strada, oppure integrate nel manubrio stesso, per le bici da crono.

Il manubrio di una bici da crono con prolunghe aerodinamiche

Il manubrio di una bici da crono con prolunghe aerodinamiche

In entrambi i casi, il corretto posizionamento delle prolunghe e la regolazione delle geometrie della bici sono fondamentali per poter sfruttare appieno le possibilità di questa soluzione.

Vediamo quindi quali sono i criteri per regolare correttamente la posizione delle prolunghe, grazie all’esperienza e ai consigli di Davide Sona, finisher al Ironman 70.3 di Pescara 2014.

 

Prolunghe aerodinamiche: comodità e performance globale

Una posizione ottimizzata del corpo sulla bici e sulle prolunghe, con i corretti angoli tra braccia, busto e gambe, permette di ridurre l’affaticamento muscolare, in particolare di braccia e schiena, ma anche delle gambe. In un certo senso, lo scopo è quindi quello di “stare comodi” e risparmiare le energie, evitando sforzi inutili.

Adottare la posizione aerodinamica sulle prolughe, quindi, ha diversi vantaggi:

  1. abbassando il busto, assumerai una posizione più aerodinamica offrendo quindi meno resistenza all’aria
  2. potrai scaricare completamente il peso del busto sui gomiti e non sulle mani
  3. la cassa toracica sarà bene aperta e ti permetterà di respirare meglio, nonostante la posizione molto aerodinamica
  4. resterai molto più composto, e quindi più efficace sui pedali, risparmiando così quadricipiti e femorali
prolunghe aerodinamiche posizionamento

Domenico Passuello sulla sua bici da crono

Come sappiamo, la regolazione della posizione in sella può essere effettuata da un biomeccanico; nella scelta dello specialista, ti consiglio di cercarne uno che sappia posizionare anche triatleti, e non solo ciclisti “puri”: infatti, per quest’ultimi la priorità è quella di poter esprimere la massima potenza nella pedalata, mentre per noi triatleti la priorità è la “performance globale” e quindi, oltre alla velocità in bici, sarà importante avere i muscoli delle gambe il meno affaticati possibile, per affrontare al meglio l’ultima frazione di corsa.

 

Differenze nella posizione in sella

Osservando la posizione in sella su bici da crono con prolunghe (a destra, in verde), rispetto a quella in presa bassa su bici da corsa (a sinistra, in rosso), notiamo tre importanti differenze:

Road_vs_TT_position

Posizione in bici da corsa e in bici da crono (credits: thetallcyclist.com)

  1. il peso del busto è scaricato sugli avambracci anziché sulle mani
  2. il busto è più orizzontale e avanzato verso il manubrio
  3. l’angolo tra gambe e busto non cambia, mentre quello formato dai gomiti è più chiuso

Per poter appoggiare gli avambracci sulle prolunghe aerodinamiche, quindi, il busto deve avanzare verso il manubrio, e i gomiti devono essere più piegati.

 

La posizione in sella con le prolunghe aerodinamiche

Dobbiamo quindi avanzare la sella (nota nel disegno sopra come il bacino dell’ciclista verde sia più avanzato di quello rosso) ma, allo stesso tempo, mantenere invariato l’angolo tra gambe e busto (che ruota in avanti).

Avanzando la sella può essere necessario anche alzarla di conseguenza, per mantenere invariata la distanza tra la sella e il fulcro del movimento centrale. La combinazione di queste modifiche (avanzamento ed eventuale innalzamento della sella), faranno automaticamente ruotare in avanti il busto.

Per capire quanto avanzare ed alzare è sufficiente verificare che tutti gli angoli: tra gambe e busto, tra busto e braccia e i gomiti siano prossimi a 90 gradi. In questo modo, assicurerai che il torace sia libero di espandersi per respirare, e non costretto tra le braccia.

Per tutti i cambiamenti, ti consiglio di procedere con gradualità e pazienza, soprattutto se usi già da molto tempo una bici da corsa con posizionamento tradizionale, perché ogni gruppo muscolare “memorizza” il movimento ed ha bisogno di tempo e gradualità per assimilare un nuovo tipo di movimento.

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Il tuo assetto specifico

Perché parliamo di assetto “specifico”? Perché ognuno di noi ha una diversa elasticità a livello di femorale e perché i concetti spiegati in questo articolo sono solo delle linee guida generali, da adattare alle esigenze specifiche di ognuno, con la consulenza di un biomeccanico professionista.

prolunghe aerodinamiche posizionamento

Davide Sona in posizione sulle prolunghe aerodinamiche

Per trovare la regolazione perfetta per le tue esigenze, dovrai agire sulla sella e sulle prolunghe.

Ti consiglio di scegliere un modello di prolunghe che, oltre ad avere regolazioni in larghezza, permettono di spostare i poggia-gomiti avanti e indietro lungo le prolunghe. In questo modo potrai posizionare gli appoggi alla giusta distanza per la lunghezza delle tue braccia.

Per la regolazione dell’avanzamento della sella, invece, tutte le selle permettono una regolazione in avanti e indietro; nonostante questo, in certi casi, l’ampiezza consentita potrebbe non essere sufficiente. In questi casi, puoi considerare di sostituire il tuo reggisella con un modello di reggisella reversibile, che ti permetterà di avanzare ulteriormente la sella, se necessario.

 

Anche per bici da strada e gare a scia ammessa!

Come abbiamo visto all’inizio, le bici da crono hanno un manubrio particolare nel quale le prolunghe aerodinamiche sono integrate.

Ma anche sulle bici da strada, e per gare di distanze minori, come gli Sprint ed in particolare gli Olimpici, l’uso delle prolunghe può essere vantaggioso, soprattutto se il percorso ciclistico è favorevole (ad esempio in presenza di lunghi rettilinei).

Il regolamento FITri permette l’uso delle prolunghe anche nelle gare a scia ammessa, ma prescrive che queste “non devono superare la linea frontale più esterna delle leve dei freni“.

Per la scelta del modello, ti voglio dare un consiglio basato sulla mia esperienza personale. Io sto usando il modello T2+DL di Profile Design:

Profile Design T2+DL

Profile Design T2+DL: prolunghe adatte a gare con scia ammessa

Questo modello ha il vantaggio di essere adatto a tutti i tipi di gare, e di essere completamente regolabile in larghezza e avanzamento dei poggia-gomiti. Te lo consiglio sinceramente!

 

Sono sicuro che, una volta trovata la tua posizione corretta, la comodità e la gratificazione nell’utilizzo farà in modo che “non potrai più fare a meno” delle prolunghe! 😉

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